Radio Vaticana - Clips-ITA

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La voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

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10 Episodes of this Podcast:

Vite sconosciute (19) - 201109

Published: 2009-11-20 06:19:51

Padre Egidio Picucci, frate minore cappuccino, intervistato da Monia Parente, racconta la storia del missionario comboniano Padre Marco Vedovato, ucciso a soli 38 anni: una vita spesa per la missione prima in Sudan e poi in Brasile. 00:28:58:32

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Allargare gli orizzonti - 191109

Published: 2009-11-19 08:50:40

Nel programma odierna parliamo di teatro: al Ghione di Roma in scena "Le fuggitive" di Palmades e Duthuron, con Valeria Valeri e Milena Vukotic, per la regia di Nicasio Anzelmo, nostro ospite in studio. Ci colleghiamo poi telefonicamente con Walter Maestosi, ideatore, regista e interprete de "Il canto dell'amore", un'antologia di musica e poesia. 00:28:58:87

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Censis-Ucsi: successo dei social network, cresce l'ascolto della radio

Published: 2009-11-19 08:14:55

''Non è infrequente imbattersi in mass media che forniscono volutamente informazioni manipolate”. Il presidente del Senato italiano, Renato Schifani, intervenendo alla presentazione del Rapporto Censis-Ucsi ha ribadito la necessità di una stampa veramente libera, professionale e che non mescoli notizie e commenti. Secondo il Rapporto, aumenta l’influenza dei social network mentre è modesto il gradimento dei cittadini per la carta stampata. Alessandro Guarasci:00:02:14:64 Un’informazione che non trasmetta valori, soprattutto per i giovani. Questo è il vero pericolo secondo il presidente del Senato, Renato Schifani, perché troppo spesso ci si imbatte in notizie manipolate o che rispondono a precisi interessi di parte. “Ora tesi a legittimare e ad imporre modelli devianti della vita personale, familiare e sociale, ora per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience. Ciò che più preoccupa è che, talvolta, questi strumenti non esitano a ricorre anche alla trasgressione, alla rappresentazione della violenza, come è stato reso evidente da alcuni social network”. C’è un'evoluzione dei consumi mediatici. In crescita la diffusione di tutti i mezzi di comunicazione tra il 2001 e il 2009. Aumentano gli utenti di Internet (+26,9%), ma anche la radio fa un grande balzo in avanti (+12,4%), così come crescono, anche se di poco, i lettori di libri (+2,5%) e di giornali (+3,6%). Vero successo per i social network. Facebook è conosciuto da oltre il 90% dei giovani. Il direttore del Censis, Giuseppe Roma: “Oggi siamo attori, la nostra capacità di scelta comanda sull’offerta dei mezzi. Mentre la televisione ci ha inchiodato per anni, quasi ipnotizzato davanti allo schermo, oggi lo schermo è lo strumento attraverso cui io scelgo di vedere un film, informarmi, giocare, avere un rapporto con gli altri in modo nuovo. Quindi, i cosiddetti social network nel futuro saranno probabilmente il principale competitore dei media professionali e industriali”. Negli ultimi due anni, la lettura dei quotidiani a pagamento è passata dal 67% al 54.8%. Ma per l’Ucsi, l’Unione dei giornalisti cattolici, il valore dell’informazione professionale è insostituibile. Il presidente Andrea Melodia. “Una stampa però professionale alla quale lavorino giornalisti professionisti dà delle garanzie di indirizzo, di qualità, di aggregazione sociale, di senso di appartenenza che altri media non consentono, sostanzialmente. Questo riguarda sia la stampa scritta, sia l’informazione radiotelevisiva e il servizio pubblico, in particolare”. Gli editori corrono ai ripari. Oramai è sempre più probabile che le edizioni on line dei quotidiani vadano a pagamento.

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La settimana del Papa - 181109

Published: 2009-11-18 09:35:26

La settimana del Papa è da anni un programma di riferimento per chi vuole riascoltare ed approfondire i temi delle catechesi del mercoledì. Ma non solo. Ogni settimana Benedetto XVI negli incontri e nello svolgimento del suo magistero, affronta temi dottrinali e sociali che conquistano anche le pagine dei giornali. Angela Ambrogetti cercherà di approfondire gli argomenti che il Papa propone come insegnamento anche con la collaborazione di ospiti, ma soprattutto con l’ascolto diretto delle sue parole. 00:28:59:88

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A Pechino, l'incontro tra Hu Jintao e Barak Obama

Published: 2009-11-17 10:22:03

Riflettori della comunità internazionale puntati sulla tappa cinese del tour asiatico del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che stamani ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese Hu Jintao. In quello che è stato ribattezzato il vertice G2 sono state affrontate tutte le questioni di più stretta attualità, dalla proliferazione nucleare al prossimo vertice sul clima di Copenaghen. Sfide che vedranno lo sforzo congiunto delle due superpotenze. Ce ne parla Marco Guerra:00:01:21:53 Cambiamento climatico, ripresa economica, proliferazione nucleare e diritti umani. In due ore di colloquio, il presidente statunitense Obama e il suo omologo cinese Hu Jintao hanno messo a punto un approccio comune sulla maggior parte delle questioni sulle quali dovrà confrontarsi la comunità internazionale nei prossimi anni. Un incontro definito costruttivo che contribuisce ad un rafforzamento della collaborazione bilaterale tra i due Paesi, dalla quale ormai dipendono le sorti dell’intero pianeta. Di questo ne sono consapevoli anzitutto i due leader che hanno espresso l’intenzione di non far naufragare la conferenza sul clima di Copenaghen. “Senza gli sforzi congiunti dei due maggiori consumatori e produttori di energia, non può essere raggiunta una soluzione”, ha detto Obama, ribadendo la volontà di raggiungere un accordo che possa avere “effetti immediati”. Intesa ancora più completa sull’economia che mostra segnali di ripresa ed è per questo importante – hanno spiegato - che entrambi i Paesi "si oppongano e rifiutino il protezionismo". Pechino e Washington - ha assicurato Obama - lavoreranno insieme anche per scongiurare la minaccia di un Iran dotato dell'arma atomica. Il presidente americano ha quindi avvertito che ci saranno "conseguenze" se Teheran non dimostrerà che le sue intenzioni sono pacifiche. Toni più misurati infine sulla questione tibetana: Obama ha esortato le autorità cinesi ad aprire colloqui con il Dalai Lama. Le due parti hanno poi convenuto di lanciare un dialogo bilaterale sui diritti umani all'inizio dell'anno prossimo.

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Chiave di lettura

Published: 2009-11-17 09:37:09

Chiave di lettura 00:07:43:06

Punto e a capo - 161109

Published: 2009-11-17 09:26:48

Nella trasmissione odierna presientiamo il volume di Sandro Mayer e Osvaldo Orlandini "La grande storia di Gesù" e la Mostra "Caravaggio? L'enigma dei due San Francesco", ospitata presso il Castello di Masnago a Varese. 00:28:58:66

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“Autismo informatico”, uno dei disagi giovanili da non sottovalutare

Published: 2009-11-17 09:24:05

Ottocentomila minori in Italia sono senza cittadinanza; nella regione Lazio il 56,6% delle famiglie afferma di arrivare a fine mese con difficoltà. Sono solo alcuni dei dati emersi nell’incontro di lavoro voluto dalla vicepresidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli, con il mondo dell’associazionismo italiano, per fare il punto sulla condizione delle famiglie e sul disagio minorile. C’era per noi Fausta Speranza:00:04:12:46 Capire la condizione dei minori in Italia e in Europa: questo l’obiettivo di un incontro durante il quale hanno preso la parola la Comunità di Sant’Egidio e l’Associazione nazionale famiglie numerose, ma anche tante altre associazioni che si occupano da vicino di disagio e di minori. Emerge un quadro in cui a preoccupare sono le nuove forme di povertà di un’immigrazione mal gestita o di famiglie toccate dalla crisi, ma anche i disagi da eccesso di benessere: l’on. Roberta Angelilli sintetizza così: “Abbiamo molto da fare per quanto riguarda la lotta alle nuove povertà, all’emarginazione, all’esclusione sociale. Ci sono persone che davvero soffrono e a volte non hanno neanche nulla da mangiare, famiglie che stentano ad andare avanti quotidianamente. Ma abbiamo anche bisogno di contrastare quella che il Papa ha definito una povertà in termini valoriali, in termini educativi, formativi. Noi abbiamo tanti giovani allo sbaraglio perché le famiglie - prese purtroppo da tante problematiche - non riescono a dare risposte. Abbiamo quindi fenomeni come il bullismo, in crescente aumento, ma abbiamo anche tanti ragazzi che soffrono di psicopatologie e di deviazioni del comportamento caratterizzati da ansia, stress, ma anche da bulimia ed anoressia e quindi da disturbi alimentari. Un altro fenomeno sottovalutato è quello dell’obesità, che sta diventando una vera e propria emergenza. Questi sono tutti sintomi conclamati di un forte disagio interiore”. Per affrontare concretamente tutto ciò l’impegno non può essere solo nazionale ma a livello europeo. Ancora Roberta Angelilli: “Ci vuole un grande sforzo da parte delle istituzioni, cercando di mettere anche a disposizione delle risorse finanziarie: le leggi sono importanti, ma bisogna poi sostenere i progetti. E’ necessario mettere in rete tutti gli operatori e le figure attive che sul territorio sono tanti: le grandi associazioni, ma anche le associazioni più piccole di volontariato, che cercano quotidianamente di dare delle risposte. Sicuramente, quindi, è necessario un budget più importante a partire dall’Unione Europea e una compartecipazione, una governance di questi processi”. Non si può dimenticare, osserva inoltre l'on. Angelilli, il ruolo troppo spesso inadeguato o negativo dei media: “Purtroppo, soprattutto i minori e i problemi dei minori sui media o vengono banalizzati o l’obiettivo è soltanto quello, come si dice, di sbattere il mostro in prima pagina. Quando c’è il dramma, quando c’è l’emergenza, quando muore qualcuno o quando c’è qualche scandalo, i media sono attentissimi a demonizzare i minori. Noi i minori invece li dobbiamo aiutare, dobbiamo accompagnarli in un processo di crescita formativo e quindi ci vuole più attenzione, più ascolto e meno demonizzazione”. Tra le forme di disagio dei giovanissimi c’è “l’autismo informatico”: in pratica la dipendenza da video, che sia Internet, videogiochi o chat. A denunciarlo è il prof. Vincenzo Mastronardi, presidente dell’Osservatorio sui comportamenti e la Devianza dell’Università La Sapienza di Roma: “L’autismo informatico ha a che fare con il mono-ideismo, nel senso che una sola idea possiede la propria mente e si entra in una nevrosi ossessiva. Il rapporto è unicamente con lo schermo ed è un rapporto peraltro virtuale. Ci si priva di vere possibilità emozionali, quali quelle che realmente si possono avere a livello interpersonale. Detto questo, però, non possiamo pretendere di cancellare Internet, di cancellare tutta quella che è l’evoluzione tecnologica. L’uso equilibrato di questi mezzi va fatto tenendo presente l’evoluzione fisiologica e positiva e non l'involuzione. Non bisogna lasciarsi prendere la mano dai mezzi, ma condizionare positivamente i mezzi”.

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Allargare gli orizzonti - 171109

Published: 2009-11-17 09:20:34

Ospite in studio padre Maurizio Botta, della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, che presenta "I cinque passi", il nuovo ciclo di incontri in programma a partire da venerdì 20 novembre nella Chiesa Nuova, a Roma. Padre Vito Magno ha intervistato Giacomo Peretti, il famoso comico del trio più amato d'Italia: Aldo, Giovanni e Giacomo; chiude l'incontro il biblista don Fabio Rosini con il suo prezioso commento al Vangelo di domenica prossima. 00:28:58:68

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Il commento di mons. Giampietro Dal Toso sulla recente plenaria del Pontificio Consiglio “Cor Unum”

Published: 2009-11-17 09:06:16

Si è conclusa sabato scorso la 28.ma plenaria del Pontificio Consiglio Cor Unum, l'organismo vaticano istituito da Papa Paolo VI nel 1971 allo scopo di coordinare le iniziative delle istituzioni caritative cattoliche. L’assemblea, presieduta dal presidente del dicastero, il cardinale Paul Joseph Cordes, si è svolta a Roma sul tema "Percorsi formativi per gli operatori della carità". Per l'occasione erano rappresentate le diocesi, le Caritas, le Organizzazioni internazionali di aiuto e di assistenza dai cinque continenti. Al sottosegretario di Cor Unum, mons. Giampietro Dal Toso, Roberto Piermarini ha chiesto cosa è emerso nella plenaria da parte dei responsabili delle attività caritative della Chiesa:00:04:12:12 R. - E’ emersa una varietà di impegno nel campo della formazione: il tema era, appunto, quello dei percorsi formativi. Ci siamo immediatamente resi conto della diversità delle situazioni sia geografiche, che storiche, che culturali e che questo comporta anche una notevole diversità di approccio al problema della formazione. Ci sono poi diversi ambiti di lavoro e quindi diversa è anche la formazione - ad esempio - di un manager in un organismo caritativo rispetto alla formazione di chi opera concretamente in un Paese del terzo mondo. La prima cosa di cui ci siamo resi immediatamente conto è che il tema formazione ha diverse variabili. Questo, però, non significa che non si possano trovare dei punti fondamentali, che valgano in genere per chiunque operi all’interno di un organismo cattolico di aiuto. D. - Quali questi punti fondamentali toccati dalla plenaria? R. - Devo dire, ed anche con grande soddisfazione, che in diversi interventi nel corso della plenaria è emerso che c’è un orizzonte comune nel quale ci muoviamo ed è la testimonianza cristiana e che questa testimonianza cristiana si misura su Cristo. Dunque, tutti i nostri operatori sono chiamati a maturare nella fede e anche a maturare un incontro personale con Cristo, affinché la loro testimonianza sia pienamente cristiana. E proprio per rispondere, non solo ai bisogni immediati - che sono certamente importanti ed che è necessario affrontare - ma anche per raggiungere le profondità del cuore dell’uomo, che chiede di essere amato per come è, è necessario passare attraverso una testimonianza cristiana e trasmettere l’amore che Dio ha per ogni uomo. Su questo orizzonte, verso il quale dobbiamo muoverci, si è trovato un consenso - credo - unanime. D. - Nel campo della carità cosa può offrire in più la fede? R. - Io credo proprio questo. Sono stato colpito dal discorso del Santo Padre che diceva che proprio l’incontro con Cristo dona lo Spirito Santo, trasforma il cuore dell’uomo e lo rende sensibile anche ai bisogni dell’altro. Credo che questo sia un punto cruciale per ogni cristiano sia che lavori in un organismo caritativo, sia che lavori come volontario, sia anche per la sua vita cristiana quotidiana. Essere raggiunti dall’amore di Dio significa lasciarsi cambiare il cuore per diventare sensibili ai bisogni di chi ci sta vicino. D. - Nel suo discorso alla Fao, Benedetto XVI ha toccato il tema della cooperazione per sconfiggere la fame. Questo aspetto quanto coinvolge le agenzie cattoliche caritative legate a Cor Unum? R. - Ovviamente, il tema della fame è un tema che ci sta molto a cuore e che ci vede impegnati in prima linea a combattere la fame. Come diceva ieri il Santo Padre, è drammatico il fatto che anche nel mondo moderno, pur avendo tanti mezzi a disposizione, il problema resti e riguardi soprattutto un problema di distribuzione, come è stato ampiamente rilevato: il cibo ci sarebbe, ma non raggiunge tutti. Per quanto riguarda i nostri organismi, ovviamente, rispondono alla necessità concreta: il problema della fame non è solo un problema di mancanza di cibo, ma molte volte è anche legato ad una mancanza di acqua, mentre altre volte è legato ad una mancanza di competenze tecniche per l’agricoltura e in altri casi ancora è legato ad una mancanza di denaro da investire in acquisizioni di competenze specifiche o di attrezzature. In base alla situazione si cerca, quindi, anche di dare una risposta. E’ emblematico, in questo senso quando - dopo la visita di Giovanni Paolo II nei Paesi del Sahel nel 1984 - si decise di istituire la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel proprio per riuscire ad andare incontro ad un problema che era quello dell’acqua, cercando di dare quelle risorse idriche che facilitassero la coltivazione ed anche la produzione di beni da mangiare. Non posso poi sottacere tante altre iniziative che ci sono in questo settore, come quella del Banco alimentare che opera anche in Italia, che raccoglie il cibo e lo distribuisce a persone che non sono più in grado di comprarlo. Ricordiamo che il problema della fame purtroppo non riguarda solamente i Paesi in via di sviluppo, ma attualmente riguarda alcune fasce deboli di popolazioni anche nei nostri Paesi occidentali.

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